Bando, regolamento e moduli di partecipazione
» Bando [PDF - 76KB]
» Regolamento [PDF - 74KB]
» Modulo di partecipazione [PDF - 107KB]
Le domande frequenti (F.A.Q.) riguardo il progetto "Cineconfidenziale"
Qual è lo scopo del progetto?
Individuare e raccogliere pellicole nei formati 9,5MM // 8MM // 16MM // Super8MM girate nella provincia di Vicenza da cineamatori e appassionati nel periodo compreso tra il 1920 e il 1980.

Il progetto mira a salvare un patrimonio che altrimenti andrebbe disperso ed è costituito da documenti audiovisivi prodotti da privati cineamatori e non che autorappresentandosi hanno contribuito a tracciate la storia collettiva del ‘900, compreso tra il primo dopoguerra e all’avvento della tecnologia elettronica.
La ricchezza delle fonti audiovisive private costituisce un patrimonio di grande valore storico-culturale e va salvaguardata, valorizzata, catalogata e digitalizzata per essere resa accessibile all’intera comunità.
Una parte di queste testimonianze private verrà restituita ai Vicentini sotto forma di documenti visivi volti alla valorizzazione di oltre mezzo secolo di memoria storica collettiva fissata in immagini in movimento lungo migliaia di metri di pellicola.
Come viene reperito il materiale filmico?
Un bando, lanciato attraverso Il Giornale di Vicenza media partner del progetto, chiederà a tutti i Vicentini che possiedono pellicole amatoriali di tirarle fuori dai cassetti e di consegnarle, ricevendo documentazione di impegno alla restituzione, per consentirne l’archiviazione, il restauro e la digitalizzazione laddove questo sia ritenuto necessario.
Come avviene la raccolta?
La raccolta avviene attraverso la rete delle Biblioteche Civiche della Provincia di Vicenza coordinata dalla Biblioteca Civica Bertoliana di Vicenza.

Alcuni documenti audiovisivi, corrispondenti ad un numero di ore stabilito dal comitato scientifico secondo specifici dettami, verranno restaurati, digitalizzati con apparecchiature professionali e riversati su supporto elettronico. Una copia di questo materiale su DVD verrà restituita ai proprietari insieme alle pellicole originali.
Il materiale girato e non montato verrà comunque catalogato ed archiviato e costituirà il repertorio di fonti audiovisive cui poter attingere per la costruzione di filmati documentari di valore socio-antropologico.
Tutte le pellicole originali, anche quelle non digitalizzate, una volta catalogate ed inserite nella Banca Dati di archivio, verranno restituite ai legittimi proprietari.
Qualora il proprietario desideri lasciare in deposito le pellicole originali, queste verranno provvisoriamente ospitate presso l’Archivio nazionale del Cinema di Famiglia di Bologna, in attesa della costituzione di un archivio regionale.
Perché metterci a disposizione i tuoi film di cassetto?
Per salvaguardare per sempre un patrimonio di immagini, personale o professionale, che non ha valore in quanto unico. I filmati su videocassetta si smagnetizzano, le pellicole cinematografiche si deteriorano, col tempo non saranno più visibili, i tuoi ricordi andranno perduti per sempre.
Con il DVD puoi rivedere all'infinito le scene più belle della tua vita al televisore o sul computer. Inoltre, utilizzando un programma di Editing Video, puoi creare un menu interattivo per la scelta rapida dei filmati, montare insieme le scene più belle, aggiungere foto, colonne sonore, effetti speciali.
I formati cinematografici amatoriali
Il 9,5MM
Detto anche Bioframe, è un formato cinematografico prodotto dalla ditta francese Pathé, che lo lanciò sul mercato con il nome di Pathé Baby.
La particolarità delle pellicole 9,5MM consiste nell'avere la perforazione nell'interlinea dei fotogrammi al centro della pellicola; la pellicola è solitamente avvolta in un caricatore che ne contiene 120 metri.
Il formato 9,5MM non ottenne mai un grande successo, i rari utilizzatori di questo tipo di pellicola sono alcuni amatori. All'epoca della sua diffusione, e fino all'inizio degli anni Trenta, questo tipo di pellicola fu spesso utilizzata come formato per proiezioni in luoghi o in circoli privati, ed in questo formato vennero ristampati numerosi film famosi.
La Pathé Frères è una società cinematografica fondata a Vincennes nel 1896, da Charles, Emile e Théophile Pathé, la società controllava tutto il processo produttivo dalla fabbricazione della pellicola fino alla produzione nelle sale. Nei primi anni del 1900 apre filiali in tutto il mondo e riesce a vendere agli Stati Uniti un metraggio di pellicole due volte superiore a tutta la produzione americana. Nel 1907, quando cominciavano a sorgere altre società di produzione, la Pathé fu ancora la prima ad intuire le regole di mercato, decidendo di non vendere i film ma di noleggiarli e ponendo così le basi del commercio cinematografico che prosegue ancor'oggi.
Nel 1918 i fratelli decisero di separare la parte di azienda legata alla produzione di dischi, dando vita alla casa discografica Pathé divenuta, dopo l'accordo con Guglielmo Marconi del 1924, Pathé Marconi.
L’8MM
Fu introdotto nei primi anni 30 dalla Kodak, con lo scopo di proporre un formato amatoriale più economico del 16MM.
La pellicola vergine era sempre larga 16MM, ma il passo della perforazioni era la metà. Veniva impressionata due volte, dapprima sAu un lato, poi, ribaltando la bobina, sull'altro lato.
Il laboratorio di sviluppo provvedeva poi a tagliare il film per tutta la sua lunghezza così da ottenere un'unica bobina di film 8MM. Proprio in ragione di tale doppia esposizione, l’8MM fu anche chiamato "doppio 8". Le pellicole in bianco e nero doppio 8 ancora in commercio sono: la Foma, la Cine X ed altre; le pellicole a colori doppio 8 ancora in commercio sono invece il Cinecolor ed il Cinechrome.
Il Super8
Viene introdotto dalla Kodak nel 1965, quando il mercato del "cinema in casa" era ormai in fortissima espansione in tutto il mondo. Quasi ovunque operatori dilettanti si impegnavano a girare i loro film, sia a soggetto, sia puramente descrittivi delle loro vacanze o di avvenimenti pubblici.
Esso viene adoperato, oltre che da vari cineamatori evoluti, da molti cineasti per produzioni indipendenti a basso costo, ma soprattutto per videoclip, filmati pubblicitari o scene d'azione ove l'operatore ha bisogno di una macchina piccola ed agile.
Il formato Super8 (un'evoluzione dell'8 mm) sopravvive sino ai giorni nostri, sebbene venga adoperato (soprattutto in bianco e nero) per ottenere immagini fortemente caratterizzate da un certo sapore retrò. In particolar modo, la grande richiesta di pellicole Super8 negli anni ‘90 ha portato la Kodak a riavviarne la produzione.
I formati cinematografici professionali
Il 16MM
Questo formato aveva una doppia perforazione laterale ed era muto. Il set per cimentarsi con il cinema in casa comprendeva una cinepresa, un proiettore, un treppiedi e costava poco più della metà del prezzo di una Ford T.
Con l'invenzione del sonoro fu introdotta la versione monoperforata in uso ancora oggi. Su un lato della pellicola trovò così posto la colonna sonora, dapprima ottica, in seguito anche magnetica.
Oggi il 16 mm è divenuto un formato professionale, consideraAta l'elevatissima risoluzione fornita dal suo fotogramma (superiore anche all'HDTV), ed è adoperato da molte produzioni cinematografiche quando l'utilizzo del 35MM risulta proibitivo.
Il Found Footage
E’ il classico esercizio di riciclaggio, ossia il montaggio di un film con il girato di altri. Il cinema amatoriale è stato recentemente protagonista di due capolavori di genere.
Una storia americana di Andrew Jarecki e Un'ora sola ti vorrei di Alina Marazzi.
Curiosità
Molto famoso è il filmato con cui Abraham Zapruder riprese, con la sua cinepresa 8MM, l'assassinio di JFK a Dallas.